|
|
 |

|

| Home->
Cenni storici |
|

|
Fin dall'alto medioevo gli eremiti Santi Jacopo e Verano alla Costa d'acqua e Sant'Alessandro vivevano all'ombra di quei boschi nelle spelonche delle pendici verrucane. La santità di questi romiti ebbe così vasta risonanza che si possa presumere che Bernardo da Chiaravalle abbia tradizionalmente visitato quei luoghi, durante il suo soggiorno a Pisa per il Sinodo del 1135. Nel medioevo la vita civica dei calcesani era organizzata in una istituzione comunale composta di sei consoli, rappresentanti delegati di altre comunità sparse nel territorio calcesano, che dal monte si spingeva fino alla sponda destra dell'Arno. La vita gravitava intorno alle chiese di S. Maria a Willarada, chiesa madre non più esistente, e di S. Andrea a Lama. |
I boschi dei suoi monti erano protetti da leggi molto severe e davano legname ai cantieri navali
della Repubblica Pisana |
 |
|

|
La grande Pieve Romanica fu costruita all'epoca del
Vescovo Dalberto, fra il 1080 ed il 1111, anno in cui vi fu deposto il
corpo del Santo Patrono Ermolao Martire. Calci si trovò spesso
coinvolto, con la sua Fortezza Verrucana, nelle sanguinose, alterne
vicende della lunga guerra tra Firenze e Pisa. Fedelissimo alla
Repubblica, con Pisa cadde all'inizio del XVI secolo sotto il dominio
fiorentino e, nella sconfitta, per punizione non gli venne riconosciuto il
diritto all'autonomia comunale e venne aggregato alla comunità
di Vicopisano. Dopo oltre due secoli Calci fu distaccato da Vicopisano e
riunito a Pisa finchè, nel 1867, i calcesani chiesero ed ottennero
dal governo di Vittorio Emanuele I la separazione dalla comunità di
Pisa e la possibilità di erigersi in comune autonomo. |
| <-indietro |
|




|
 |
| Responsabile del sito Giorgio Mancini
Sito sviluppato da Seco S.N.C. |